“È la mia casa, il mio rifugio fin da bambino”.
Cortina d’Ampezzo non è solo un luogo sulla mappa per Matteo Pamio. È radice, respiro, battito. Una presenza costante che ha segnato il suo modo di concepire l’architettura e il design. DNA trevigiano, ma cuore profondamente ampezzano, Matteo è oggi il fulcro dello Studio Pamio nel veneziano: un hub creativo che porta avanti la sensibilità progettuale e la visione umanistica del padre Roberto intrecciandole con la ricerca estetica del fratello Paolo, designer, e con lo sguardo contemporaneo di Edoardo Sartorato, architetto. Un’eredità che si fa filosofia di vita: architettura e design come linguaggio empatico capace di entrare in relazione con le persone, i luoghi e i contesti, perché “ogni spazio dovrebbe saper parlare a chi lo vive, far sentire accolti e trasmettere emozioni, per diventare un’esperienza autentica”.
Architetto, partiamo proprio da qui: parla spesso di “creatività responsabile”, cosa significa?
La creatività senza responsabilità resta solo estetica: bella da vedere ma vuota di significato. La responsabilità, invece, mette al centro l’essere umano e il suo benessere diventando un impegno morale. Significa quindi progettare spazi e oggetti che abbiano senso nel tempo, che migliorino la vita delle persone e rispettino l’ambiente. Creatività responsabile vuol dire unire bellezza, funzionalità e consapevolezza: non è limitare la visione, ma renderla più profonda.
Come si traduce il benessere psicofisico nello spazio?
Nel vortice della quotidianità, l’equilibrio mente-corpo – anche negli spazi – è una necessità reale. La qualità di un habitat si misura da quanto riesce a mettere in connessione le persone: luoghi dove ci si sente parte di una comunità, di un dialogo, di una presenza condivisa. Per raggiungere questo equilibrio lavoriamo su luce, proporzioni, materiali e ritmo, cercando armonia tra funzionalità e comfort. Un progetto è davvero riuscito quando le persone – entrando in casa – percepiscono un’immediata sensazione di serenità e appartenenza – anche senza sapere esattamente il perché.
La materia diventa strumento della narrazione: come la sceglie?
I materiali sono il mio vocabolario emotivo. Il legno porta calore, memoria e radicamento, la pietra racconta il territorio e la storia del luogo mentre il vetro apre lo spazio e invita alla luce. Non è solo una questione legata al bello: gli elementi naturali influenzano chi vive gli ambienti, comunicando emozioni, generando benessere e rendendo gli spazi più umani, più veri.
Materia che poi è anche sostenibilità: di qui la partnership vincente con Staygreen…
La collaborazione nasce da una visione comune: trasformare il rispetto per l’ambiente in un valore culturale. Fu proprio l’intuizione dello Studio Pamio a ispirare il progetto legato all’uso della carta: da quell’idea nacque Staygreen e il suo materiale distintivo, il foglio di carta kraft, un composito unico nel suo genere, formato da due superfici piane a doppia onda unite da collanti naturali. Il risultato? Una struttura leggera ma resistente, 100% riciclabile e biodegradabile, capace di garantire ottime prestazioni tecniche e una resa estetica sorprendente.
La nuova collezione di eco-arredi ne è l’espressione più concreta: la carta diventa materia d’autore, capace di trasmettere quell’essenzialità tipica del linguaggio del design contemporaneo.
Cosa significa creare a Cortina?
Significa confrontarsi con la forza e la delicatezza del paesaggio alpino. La montagna insegna rispetto, silenzio, essenzialità: nulla è superfluo, ogni cosa trova senso nel proprio equilibrio naturale. Il territorio, con i suoi colori mutevoli, i materiali autentici e la luce inconfondibile delle Dolomiti, diventa fonte d’ispirazione e maestra di armonia e misura: valori che ritrovo nel nostro modo di progettare. Il nostro obiettivo è portare a Cortina uno stile contemporaneo ma radicato nel luogo, capace di dialogare con l’ambiente senza imporsi: spazi dove architettura, design e paesaggio si ascoltano a vicenda.
Se dovesse descrivere l’architettura del futuro, cosa direbbe?
Direi “armonia evolutiva”: la capacità dell’architettura di adattarsi e innovare, ascoltando i bisogni del presente ma restando fedele alle radici culturali dei luoghi. Questa visione, che nasce dall’esperienza maturata a Cortina, oggi guida la mia interpretazione del design e dell’abitare contemporaneo in tutti i miei progetti, da Treviso fino agli altri contesti urbani italiani ed esteri.
www.studiopamio.com
Being or feeling at home?
Cortina d’Ampezzo has always been a home and refuge for Matteo Pamio. It is not merely a geographical place, but a source of identity and emotional grounding that has shaped his approach to architecture and design. He now leads Studio Pamio in the Venetian area, a creative hub that carries forward his father Roberto’s humanistic and design sensibility, blending it with the aesthetic research of his brother Paolo and the contemporary vision of architect Edoardo Sartorato. This legacy has become a way of life, where architecture and design act as an empathetic language capable of relating to people, places, and contexts. Within this framework, Matteo Pamio embraces the idea of responsible creativity, understood as the union of beauty, functionality, and awareness. Creativity without responsibility remains purely aesthetic; responsibility places human well-being at the centre and gives design a moral dimension. His work therefore seeks to create spaces and objects that endure, improve quality of life, and respect the environment. Psychophysical well-being becomes a concrete design element, as the quality of an environment lies in its ability to connect people and create a sense of shared presence. Studio Pamio works on light, proportions, materials, and rhythm to achieve harmony between comfort and function. Materials act as narrative instruments: wood brings warmth, memory, and rootedness; stone tells the territory and its history; glass opens up spaces and invites light in. This material sensibility also shapes the studio’s partnership with Staygreen, founded on a shared commitment to sustainability. It was precisely the insight of Studio Pamio that inspired the project focused on the use of paper: this intuition led to the creation of Staygreen along with its distinctive material, the kraft paper – a unique composite made of two flat, double-corrugated surfaces bonded with natural adhesives, light yet strong, fully recyclable, biodegradable, and capable of remarkable technical and aesthetic performance. The new collection of eco-furnishings is its most tangible expression, turning paper into a design material that reflects contemporary essentiality. The Dolomites, where nothing is superfluous and everything finds meaning in natural balance, become a source of inspiration and a guide to harmony and measure. This vision, a result of the experience gained in Cortina, now guides Matteo Pamio’s interpretation of design and contemporary living in all his projects, from Treviso to other urban contexts in Italy and abroad.







